RISPOSTA DEL MINISTRO CENTINAIO SULLA TUTELA E LA PROMOZIONE DEL SETTORE VITIVINICOLO

Intervento del Ministro Centinaio al Question Time del 24 ottobre 2018

“…”Il vino è la chiave che ci apre le porte del mondo“, questo è il pensiero che ho espresso recentemente al Wine South America, la fiera internazionale del vino organizzata da Vinitaly-Veronafiere in Brasile, che ha debuttato sul mercato vitivinicolo sudamericano dal 26 al 29 settembre.

Un pensiero in linea con la constatazione che, da sempre, il settore della produzione e della commercializzazione del vino “a livello internazionale” ha una rilevante portata strategica, trattandosi di una delle produzioni di qualità più rappresentative del “Made in Italy“, un emblema di pregio della nazione.

La crescita delle nostre esportazioni in campo agricolo e alimentare, pretende ogni sforzo di investimento sull’eccellenza, la tipicità e l’autenticità delle nostre produzioni, tra le quali si colloca – a fortissima vocazione export – il vino, di cui siamo primo produttore mondiale.

L’attiva partecipazione di questa Amministrazione a difesa degli interessi delle aziende italiane – nel quadro degli accordi negoziati dall’Unione europea a livello bilaterale, multilaterale e di libero scambio – consente di perseguire la protezione internazionale delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche italiane del vino registrate nell’UE. Così come rilevano le azioni che i Consorzi di tutela, riconosciuti ed incaricati da questo Ministero, svolgono in difesa delle Denominazioni di Origine Protetta (DOP), delle Indicazioni Geografiche Protette italiane (IGP) e delle Indicazioni Geografiche (IIGG) contro gli innumerevoli casi di contraffazione sul mercato nazionale, comunitario e internazionale.

Ma, oltre a tali azioni, sono necessari, anzitutto, controlli severi e continuativi per difendere la qualità e l’identità dei prodotti italiani, sia dentro che fuori i confini nazionali.

In tal senso è incisivo il lavoro svolto dall’Ispettorato centrale della qualità e repressione frodi (ICQRF) – organo tecnico di controllo di questo Ministero, nonché autorità italiana ex officio per la protezione dei prodotti DOP e IGP – nel contrasto al fenomeno della contraffazione del “Made in Italy“, lesivo dei diritti dei consumatori ma anche degli interessi economici dell’intera filiera agroalimentare, che mette a rischio la lealtà degli scambi commerciali.

L’ICQRF, da anni, per quanto attiene al settore vinicolo, ha avviato un’estesa digitalizzazione dei sistemi informativi e degli adempimenti documentali previsti dalle norme vigenti: il “Registro telematico vitivinicolo“; il “Documento di accompagnamento elettronico dei prodotti vitivinicoli“; il “Registro telematico delle sostanze zuccherine“; la “Banca dati vigilanza“e il “Registro unico dei controlli“.

L’Italia, maggior produttore mondiale di vino, ha il primato nei controlli nel settore vitivinicolo: con circa 14mila controlli antifrode all’anno e oltre 3.500 campioni analizzati nel 2017, l’ICQRF è il maggior controllore antifrode in Europa.

Dall’inizio del 2018 l’ICQRF ha già svolto nel settore vitivinicolo oltre 7mila controlli e analizzato 2.113 campioni, riscontrando 944 irregolarità e operando 257 sequestri, per un valore di oltre 12,5 milioni di euro.

Ad agosto e settembre 2018, nell’ambito di una dedicata operazione di controllo, finalizzata a verificare la genuinità di prodotti vitivinicoli introdotti da altri stati membri (tra cui la Spagna), sono stati sequestrati circa 867 ettolitri di mosto concentrato rettificato di provenienza spagnola, per un valore di oltre 220mila euro.

Il numero dei sequestri ed il loro valore operati nei primi 8 mesi del 2018 sono già largamente superiori del 40% al dato dell’intero 2017, a testimonianza dell’impegno profuso in questi ultimi mesi dagli ispettori dell’ICQRF per la tutela del Made in Italy vitivinicolo, finanche nel web, sulle più importanti piattaforme e-commerce internazionali (E-bay, Alibaba, Amazon).
Sono assolutamente convinto che la ricchezza del nostro patrimonio alimentare e agricolo costituisca un rilevante strumento di crescita e promozione anche sotto il profilo turistico, in quanto la bellezza dei nostri paesaggi rurali, insieme con le risorse enologiche e gastronomiche nazionali rappresentano altresì una fortissima attrattiva per i cittadini di tutto il mondo, tant’è che giànumerosi pacchetti turistici puntano su questo abbinamento.

Già a settembre, facendo visita al Consorzio Tutela Vini della Valpolicella, ho avuto modo di valorizzare l’abbinamento tra prodotti enogastronomici e territori così come ritengo -l’ho ribadito anche al citato Wine South America – che la condizione imprescindibile per consentire alle nostre imprese nazionali di fare il salto di qualità risiede nella capacità di stringere nuove intese, di rafforzare i rapporti commerciali già esistenti, nell’esplorazione di nuovi mercati, sfruttando le sfide dell’innovazione.

In Italia, nel corso del 2017, le presenze turistiche legate al turismo enogastronomico si stima siano state oltre 110 milioni e la loro spesa abbia superato i 12 miliardi di euro (15,1% totale turismo).

È una strada vincente, una sinergia che intendo personalmente coltivare e potenziare, grazie anche all’accorpamento del Turismo all’interno di questo Ministero, che riconosc e l’importanza delle interconnessioni e di una valorizzazione congiunta e reciproca tra i due settori.

Ciò ha trovato conferma anche nell’ambito dell’Anno del Cibo italiano, cui il Ministero per i beni e le attività culturali ha dedicato il 2018, con una serie di iniziative a supporto del binomio “cibo e cultura”, di forte appeal per il mercato turistico”.

Fonte: Mipaaft

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